Gole dell’Alcantara: la leggenda

Si dice che le celebri Gole dell’Alcantara nell’entroterra di Taormina siano state scavate dall’ira degli Dei: un modo per interpretare la antiche eruzioni di vulcani spenti da millenni, ma legati per sempre a questo splendido angolo di Sicilia.

Secondo una leggenda siciliana la valle del fiume Alcantara, nell’entroterra di Taormina, sarebbe il frutto di un’eruzione vulcanica scatenata dall’ira degli Dei, nella notte dei tempi, per punire la malvagità di un contadino disonesto.
E’ solo una favola, naturalmente, ma si avvicina alla verità quando ricorda l’esistenza di un antichissimo vulcano fra l’Etna (www.EscursioniEtna.com) e i monti Peloritani: il piccolo cono del Monte Moio dal quale davvero scaturì un’eruzione nel terzo millennio avanti Cristo, e immense masse di lava si riversarono verso il mare proprio lungo la valle dell’Alcantara.
Sarebbe il racconto di un’eruzione come tante, se all’epoca di questo remoto cataclisma la concomitanza di un terremoto non fosse intervenuta a modellare la pietra ancora incandescente, producendo una profonda fessure nel terreno appena trasformato (70 metri di profondità).
Le acque del fiume si impadronirono presto dello strettissimo canyon ed è probabilmente questa l’origine delle attuale Gole dell’Alcantara: uno dei più fotografati scenari naturali di Sicilia.
Siamo a un passo da Taormina e Giardini Naxos: Le Gole dell’Alcantara si raggiungono percorrendo per 13 chilometri la statale 185 verso l’entroterra in direzione Francavilla di Sicilia.
Vi si scende a piedi lungo un sentiero, oppure con un moderno ascensore: fra i mesi di maggio e settembre, quando l’acqua è più bassa, è possibile esplorare un bel tratto dell’imponente canyon, levigato e reso lucido dall’azione dell’acqua nel corso dei secoli.
La zona dell’Alcantara merita certamente una giornata di escursione, ma può essere anche il punto di partenza di un itinerario più articolato, in direzione dell’Etna (www.EscursioniEtna.com), alla scoperta di altri splendidi scenari naturali e centri abitati nella regione dei vulcani.
Già Francavilla di Sicilia, incorniciata dai monti Peloritani in testa alla valle delle grandi Gole, invita ad ammirare dalla collina dell’antico castello medievale un superbo panorama di rocce laviche, con suggestivi giochi d’acqua.
Da Francavilla ci si sposta a Linguaglossa ( un nome che fa memoria di antiche lingue di lava), quindi nella seicentesca cittadina di Sant’Alfio, ottimo punto di panoramico sul mare e il litorale a sud di Taormina.
Sia la chiesa madre di Sant’Alfio, sia la grande scalinata della chiesa del Calvario furono erette, manco a dirlo, con blocchi di pietra lavica.
L’itinerario può proseguire ancora per la turistica località di Zafferana Etnea, alle pendice dell’Etna, punto di partenza per escursioni sui fianchi del vulcano, ma anche sede di uno straordinario castagno secolare (400 anni di vita? 1000? 2000?), che la tradizione conosce come “castagno dei cento cavalli” per via del leggendario passaggio della regina Giovanna D’Aragona con i suoi soldati.

 

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